Come perdere la presentazione del secolo e farsi firmare il libro al ristorante. Vent’anni di Radeschi: cronaca di una serata a cui non ho partecipato (quasi)
L’idea era chiara: arrivare con calma alla Feltrinelli di via Sabotino a Milano, salutare tutti, sedermi, ascoltare Paolo Roversi raccontare i vent’anni di Radeschi e documetare l’evento scattando qualche foto. La realtà, come spesso mi accade, è stata diversa.
Quando arrivo, Paolo stava firmando le ultime copie, i responsabili della libreria stavano già ritirando le sedie e io ho capito subito che la presentazione in anteprima di “#Lutimacosachesai” edito da Marsilio Editori non l’avrei raccontata… perché me l’ero persa.
Dico “in anteprima” perché questa sera era solo l’anticipazione. L’inizio ufficiale del tour nazionale di presentazione è domani, 13 gennaio 2026 alle ore 21:00 alla Galleria del Libro di Legnano. Da lì partirà un lungo viaggio in giro per l’Italia che potete seguire sul sito di Paolo, nella sezione eventi.
Il Leo e il Ferdi con la mancanza dell’Aicardi (assente giustificata), con una delicatezza degna di veri amici (quegli amici di amici miei), mi informano che è stato un tutto esaurito, che molti sono arrivati mezz’ora prima per accaparrarsi i posti in prima fila e che l’incontro è andato benissimo. Ottimo. Fantastico. Perfetto. Io, nel frattempo, ero evidentemente in una dimensione spazio-temporale tutta mia, quella dimensione che ti fa uscire tardi dall’ufficio e perderti nel rientro lavorativo delle metropolitane milanesi stipate e lente.
Avrei voluto raccontarvi per bene questa serata speciale. Perché non si festeggiava solo “#Lutimacosachesai”, il dodicesimo romanzo con Enrico Radeschi (giornalista hacker, per la cronaca, non commissario), ma anche un traguardo raro nel panorama letterario italiano: vent’anni di un personaggio che è diventato parte della vita di tanti lettori.
E non solo. Questi vent’anni di Radeschi coincidono perfettamente con i vent’anni del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival, nato nel 2007 da un’idea di Paolo, e con i vent’anni di MilanoNera , il sito internet di riferimento italiano per gli amanti del giallo. Tre anniversari che si intrecciano, tre percorsi paralleli che Paolo ha costruito con tenacia: un personaggio letterario, un festival e una piattaforma che sono cresciuti insieme, sostenendosi a vicenda, creando quella che oggi è una vera comunità del noir italiano.
Il NebbiaGialla, per chi non lo conosce, è l’appuntamento del primo weekend di febbraio a Suzzara dove migliaia di appassionati si ritrovano per respirare la cultura del giallo. La ventesima edizione sarà dal 6 all’8 febbraio 2026, e io ci sarò. Puntuale, questa volta.
In questi ultimi cinque anni ho avuto il privilegio di seguire il festival come fotografo non ufficiale, affiancando Michele Corleone e regalando il mio sguardo da non professionista all’evento. Vedere che le mie fotografie sono state accolte sul sito ufficiale mi riempie di orgoglio, e non per il solito “eh ma siamo amici”. No.
Conoscendo Paolo e quanto tiene al suo festival, so bene che un conto è essere amici e un conto è preservare il proprio lavoro fatto di fatica e professionalità. Paolo su questo non regala niente a nessuno: ospita chi merita. E questa è una delle cose che più rispetto di lui. Il fatto che abbia dato credibilità anche a un non professionista quale io sono dice molto sulla generosità con cui guarda al talento, ovunque lo trovi.
Michele Corleone, che da vent’anni è il fotografo ufficiale del NebbiaGialla, celebrerà questo importante traguardo con una mostra fotografica che arricchirà il festival e che verrà inaugurata il venerdì di apertura della manifestazione. Per me è un onore e un piacere essere accolto al suo fianco mentre lavora. Vedere Michele documentare l’evento è fonte di molti insegnamenti: ogni scatto, ogni angolazione, ogni momento catturato è una lezione di come si racconta una storia attraverso l’obiettivo. Per questo lo ringrazio.
Comunque tornando alla serata, alla fine come al solito siamo finiti a mangiare. La mia copia del libro non è stata firmata in libreria, ma al ristorante. Con le gambe sotto il tavolo, il cibo nel piatto, una birra media, e come contorno le risate e gli sfottò di rito che puntualmente nascono ogni volta che ci vediamo. Diciamo che l’atmosfera era meno “Feltrinelli” e più “famiglia allargata con prese in giro incluse”.
La prossima volta ci vedremo a Suzzara, per il NebbiaGialla. E soprattutto per la grigliata a casa Roversi, con l’irresistibile tiramisù della mitica signora Arianna, che a questo punto è patrimonio culturale immateriale.









