Valencia, agosto 2023 : tre giorni tra passato, futuro e strade da fotografare

C’è una Valencia che si mostra nelle cartoline: sole, mare, tapas e Città delle Arti e delle Scienze. Poi c’è quella che si scopre a piedi, lentamente, macchina fotografica in mano e occhi aperti. È quella che ho cercato di raccontare in questi tre giorni che vanno dal 8 al 10 agosto con il caldo a fare da compagnia.

Valencia è una città in trasformazione, e lo senti subito. I quartieri storici stringono ancora i denti tra palazzi decadenti, persiane sbeccate e piazze dove il tempo sembra essersi preso una pausa. Ma basta svoltare l’angolo per trovarsi davanti a un murale che ti racconta una protesta, un sogno, un’identità.

Mi sono perso volutamente tra le vie del Barrio del Carmen, dove i muri parlano più delle insegne, e ogni vicolo è un set in attesa. Gli anziani al bar, i turisti che si confondono con i locali, le biciclette che sfrecciano silenziose tra sampietrini e graffiti. Ogni angolo è una contraddizione da osservare. E fotografare.

Poi c’è la Valencia moderna, quella che si distende lungo il vecchio letto del fiume Turia, oggi trasformato in un parco lunghissimo, quasi un fiume verde che taglia la città. A un’estremità, il mare. All’altra, l’architettura futuristica dell’architetto ed ingegnere Santiago Calatrava.

Ho camminato tanto, scattato ancora di più. Ho cercato equilibri tra l’antico e il nuovo. Ho fotografato senza fretta, lasciandomi sorprendere da piccoli dettagli: tre suore che passeggiano allegre, un uomo in ginocchio e non per chiedere la mano ma per concedere un ritratto alla propria compagna, una bambina in piazza che discute con un peluche e poi…

Valencia è una città che cambia pelle, ma senza perdere la memoria. E proprio in questa tensione tra ciò che era e ciò che sarà, tra il mare che resta e i quartieri che si reinventano, ho trovato il ritmo delle mie fotografie.

Non sono tornato con la mappa di tutti i monumenti, ma con una serie di scatti che raccontano la città dal basso, dal margine, dal quotidiano. La Valencia che si lascia guardare solo se sai rallentare. E ascoltare.

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