AC/DC a Imola: Quando il Rock Brucia Ancora

Dopo Monaco di Baviera dello scorso anno che puoi leggere in questo mio articolo, quest’anno è stata Imola ad accoglierci per il Power Up Tour Europe 2025. E che accoglienza, anche se alla fine avrò alcune lamentele da fare sul defluire del pubblico.

L’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari trasformato in cattedrale del rock: 70.000 fedeli, ed io tra loro, un mare di magliette vintage, fumetti in mano a bambini che accompagnano l’attesa e bandiere che raccontavano storie da ogni angolo d’Europa e non solo. Ma quella sarda dominava su tutte, sventolando orgogliosa insieme alle corna rosse puntate verso il cielo.

Come sempre, sono riuscito a portare la mia macchina fotografica. Perché documentare non è solo fotografare lo spettacolo – è catturare l’anima di un momento che non tornerà mai più uguale a se stesso.

Per questo ringrazio il ragazzo con il metal detector all’entrata che ha avuto la dolcezza di chiedermi “Hai le solite cose, vero?” e io gli ho risposto con il sorriso del grazie “Sì, le solite cose” e così io e la mia amata siamo riusciti ad entrare.

Brian Johnson, settantasette anni portati come fossero venti. La sua voce roca ha riempito ogni metro cubo di quell’autodromo, penetrando nelle ossa di ogni spettatore. Angus Young, settanta primavere e l’energia di un ragazzino alla sua prima chitarra elettrica. La sua uniforme da scolaretto è ormai un’icona quanto la sua duck-walk, che dopo tutti questi anni continua a far venire i brividi.

I The Pretty Reckless, con Taylor Momsen in forma smagliante, hanno preparato il terreno perfettamente. Sanno il fatto loro quando si tratta di scaldare 70.000 persone. Cazzo bravi, ma proprio bravi!

“If You Want Blood (You’ve Got It)” e da quel momento è stato un assalto sonoro ininterrotto per oltre due ore. Ho cercato di catturare tutto: il delirio collettivo durante “Back in Black”, le migliaia di luci dei cellulari che trasformavano l’autodromo in una galassia durante “Thunderstruck”, l’esplosione di gioia pura con “Highway to Hell”.

Quest’anno, per me, la posizione non è stata delle migliori – circa cinque metri dalla sbarra che divideva il pit B dal pit A, vista limitata, se poi ci metti la mia bassezza, stiamo a posto. Non sono riuscito a immortalare come l’anno scorso l’assolo epico di “Let There Be Rock”, dove Angus si è dato tutto, letteralmente tutto. Quanto amore in quel settantenne che si scatena con la stessa passione di sempre. È stato semplicemente magico.

Quello che continua a stupirmi è l’incredibile varietà umana che questi concerti radunano. Ho provato a documentare famiglie intere, gruppi arrivati da mezza Europa, veterani del rock che seguono la band dal ’91 e adolescenti alla loro prima volta. Tutti uniti dalla stessa fiamma, tutti con le loro magliette degli AC/DC – alcune appena comprate, altre logore e tramandate di padre in figlio come reliquie sacre.

Ho fotografato volti di tutte le età cantare all’unisono “For Those About to Rock”, con i cannoni che esplodevano sul palco e i fuochi d’artificio che dipingevano il cielo di Imola. Un momento di pura magia collettiva che nessuna foto potrà mai restituire completamente.

Monaco 2024, Imola 2025 più Francia, Austria, Milano in anni passati ma voglio parlare solo di questi due ultimi anni in sucessione. Due concerti, due anni, una certezza: questa band è immortale. Brian Johnson e Angus Young continuano a dimostrare che l’età è solo un numero quando hai il rock nel sangue. La loro musica parla un linguaggio universale fatto di adrenalina, ribellione e libertà.

Guardando attraverso l’obiettivo della mia macchina fotografica, ho capito ancora una volta perché gli AC/DC sono più di una band: sono un rito collettivo, un momento di condivisione intergenerazionale dove il rock diventa linguaggio comune.

Il rock, quando è vero, non invecchia. Brucia, sempre.

“For Those About to Rock, We Salute You!”

E il mio omaggio è continuare a documentare. Loro che non smettono mai. Noi che non smettiamo mai di seguirli.

Le Note Dolenti: Quando l’Organizzazione Non Sta al Passo del Rock

Ma ora arrivano le lamentele promesse all’inizio. Perché se il concerto è stato magnifico, l’uscita è stata un incubo degno di Dante. Un’unica uscita per 70.000 persone. Un’unica maledetta uscita che creava un imbuto umano sotto un viadotto largo appena un quarto della pista dove ci siamo tutti accalcati come sardine.

Per entrare avevamo camminato 20 minuti dopo avere speso €20,00 per parcheggiare in un campo vicino all’entrata, eravamo tranquilli e sereni, avevamo la macchina vicina e pensavamo “media spesa ma sarà tanta resa”. Invece! Per uscire ci è voluta un’ora e un quarto di spintoni e sudore per arrivare alla macchina. Un’ora e un quarto! Con gente che si innervosiva e la sensazione claustrofobica di essere in trappola sotto quel maledetto viadotto.

E non è finita qui. Qualche superior mind dell’organizzazione ha pensato bene di tenere chiuso il casello autostradale di Imola. Risultato? Un’altra ora persa nelle campagne bolognesi a vagare come anime perse alla ricerca del casello di Castel San Pietro, con migliaia di macchine che si contendevano le stradine di campagna.

Insomma, più di due ore extra di calvario che hanno rovinato l’euforia post-concerto. Gli AC/DC meritano di meglio, e soprattutto lo meritiamo noi che paghiamo il biglietto e ci facciamo centinaia di chilometri per essere lì. L’anno prossimo, se ci sarà, spero che qualcuno si ricordi che dopo un concerto la gente deve anche riuscire a tornare a casa

Come direbbe Enzo Facchetti, in arte “Stanis La Rochelle”:

SIAMO TROPPO ITALIANI!

The Pretty Reckless’s Line up :

Singer & Rhythm Guitar : Taylor Momsen

Drums : Jamie Perkins

Set List: 

• Death by Rock and Roll

• Since You’re Gone

• Follow Me Down

• Only Love Can Save Me Now

• Witches Burn

• Make Me Wanna Die

• Going to Hell

• Heaven Knows

• Take Me Down

AC/DC’s Line up :

Singer : Brian Johnson

Drums : Matt Laug

Set List: 

• If You Want Blood (You’ve Got It)

• Back in Black

• Demon Fire

• Shot Down in Flames

• Thunderstruck

• Have a Drink on Me

• Hells Bells

• Shot in the Dark

• Stiff Upper Lip

• Highway to Hell

• Shoot to Thrill

• Sin City

• Dog Eat Dog

• Dirty Deeds Done Dirt Cheap

• High Voltage

• Riff Raff

• You Shook Me All Night Long

• Whole Lotta Rosie

• Let There Be Rock

Encore:

• T.N.T.

• For Those About to Rock (We Salute You)

I TRE SCRAPERS

Io, Christian e il Lory, una parte degli SCRAPERS in attesa che inizi il concerto.

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